Contro la reintroduzione del Nucleare in Italia
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Contro la reintroduzione del Nucleare in Italia
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Interessi Comuni - Cause e ideali
Descrizione: il recente accordo bilaterale firmato da ITALIA e FRANCIA, prevede la costruzione di 4 centrali nucleari in italia entro il 2020.
indovinate un po quale regione è in lizza per "ospitare" tanti bei reattori nucleari??
la SARDEGNA...
Interessi Comuni - Cause e ideali
Descrizione: il recente accordo bilaterale firmato da ITALIA e FRANCIA, prevede la costruzione di 4 centrali nucleari in italia entro il 2020.
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Giovedì 14 Maggio 2009
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13 maggio 2009 - Sardegna, Puglia, Piemonte e Lombardia: queste le regioni che, per il quotidiano La Repubblica, sono candidate ad ospitare le nuove centrali nucleari italiane secondo le indicazioni fornite al Governo dall’Enea (Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente). Martedì il Senato ha dato il via libera al ritorno del nucleare in Italia approvando gli articoli 14,15 e 16 del disegno di legge "Sviluppo ed energia" e già si parla dei probabili siti. Greenpeace si mobilita sostenendo che le zone indicate sono comunque troppo instabili per il nucleare, mentre il governo smentisce l'esistenza di una mappa già definita. L'approvazione - Con 142 sì (Pdl e Udc) e 105 no (Pd e Idv) l'assemblea di Palazzo Madama ha dato la delega al governo per adottare entro sei mesi i decreti per il ripristino dell'intera filiera di produzione dell'energia atomica. Dopo una delibera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) dovranno essere individuati tipologia e disciplina per la localizzazione degli impianti, stoccaggio del combustibile e deposito dei rifiuti radioattivi. La procedura - Le parole d’ordine pare siano “poca burocrazia e rapidità”. Per questo sono previste procedure velocizzate per la costruzione delle centrali da parte di consorzi ed è stata studiata la cosiddetta "autorizzazione unica", certificato che sostituisce ogni tipo di licenza. Restano indispensabili la Via (valutazione impatto ambientale) e la Vas (valutazione d'impatto strategica). Saranno inoltre previste non precisate "misure compensative in favore delle popolazioni interessate". La mappa dell'Enea - Ma dove saranno costruite le centrali nucleari di terza generazione? Repubblica traccia una mappa dei possibili siti partendo dalle indicazioni fornite a suo tempo all’esecutivo dall’Enea. Per quanto riguarda la Sardegna, si parla di Santa Margherita di Pula, nel Cagliaritano, della costa orientale fra Santa Lucia e Capo Comino, nel Nuorese, o più giù, davanti a Lanusei, alla foce del Rio Mannu. In Puglia sarebbe candidata la costa di Ostuni. Al Nord ci si è concentrati lungo il Po, dal vercellese fino al mantovano, dove già esistevano le centrali di Trino e di Caorso. Le motivazioni - Se per questioni di sicurezza ci si deve concentrare sulle zone non sismiche dello Stivale, si comprende bene come i siti dove localizzare le nuove centrali siano pochi e rischino di essere molto affollati. Ma se oltre al rischio sismico si riflette su quello di innalzamento dei mari, altro parametro valutato dall’Enea, non si capisce come mai siano stati scelti tanti luoghi costieri. I parametri - In ogni caso nei prossimi mesi saranno stabiliti i parametri in base ai quali scegliere dove collocare le centrali. Le previsioni parlano già di lunghe trattative con le autorità e le comunità locali anche se, data la particolare conformazione geologica e costiera italiana, si tratterà di scelte praticamente obbligate. I mutamenti del territori - Tutti i ragionamenti sui siti papabili vengono fatti sulla base della mappa che il Cnen (poi diventato Enea) ha eseguito negli anni '70, nonostante si tratti di un documento superato dai tempi. In quasi 40 anni sono cambiate le aree indicate, le coste e la densità abitativa, che il Cnen considerava un parametro sfavorevole. Altro elemento a sfavore è l'acqua. Le centrali necessitano di molta acqua per il raffreddamento dei reattori ed è per questo motivo che, in genere, vengono, costruite in prossimità di fiumi o del mare. Ma coi recenti dissesti idrogeologici che hanno interessato tutta la Penisola (isole comprese) e il rischio di innalzamento dei mari dovuto al surriscaldamento globale, le indicazioni del Cnen appaiono poco condivisibili. Le zone scelte - Per questo l’ente successore, l'Enea, ha rivisto alcune indicazioni. Repubblica, sovrapponendo la mappa dell'Enea sull'allagamento delle coste a quella dell'Istituto di geofisica, individua le aree considerate in totale sicurezza nelle poche zone della Sardegna, della Puglia e del corso del Po già indicate. Le critiche dell’Opposizione - E così, vent'anni dopo un referendum che aveva detto “no” all'energia nucleare, il governo riapre la strada alle centrali. Il primo passo è stato fatto a febbraio da Berlusconi e Sarkozy che hanno siglato un'intesa per la produzione di energia nucleare che coinvolge Edf e Enel. Per il Pd si stratta di "una scelta sbagliata e antieconomica". Roberto Della Seta ha inoltre denunciato il fatto che nella nuova normativa non è chiaro chi debba individuare i siti delle nuove centrali e c'è il rischio che questo compito spetterà alle grandi imprese dell'energia, e ciò potrà avvenire anche contro il parere delle Regioni in presenza del principio del potere sostitutivo del governo in mancanza di intesa con gli enti locali. Inoltre, sempre Della Seta, ha osservato che i siti saranno oggetto di "segreto militare". Gli emendamenti del Pd - Durante la contrastata votazione di martedì, in cui è mancato quattro volte di fila il numero legale per le assenze nelle file della maggioranza, sono stati comunque inseriti alcuni emendamenti "migliorativi" da parte del Pd. Il governo ha accolto in particolare l’emendamento che prevede come i benefici compensativi ai cittadini che vivono in prossimità delle nuove centrali siano a carico delle imprese e non vengano scaricati sugli utenti finali. Tempi e costi - Stando alle indicazioni fornite fino ad oggi le centrali del piano nucleare italiano dovrebbero essere quattro che, nell'ipotesi migliore, richiederanno 7-8 anni per essere completate e, stando alle valutazioni dei tedeschi di E. On, il costo complessivo dei quattro impianti italiani sfiora i 25 miliardi di euro.
Giovedì 14 Maggio 2009 CC BULLETIN CREATED BY

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Commenti

Antokey, 2009-05-14 18:48:17
Antokey
La Sardegna ha solo una caratteristica ideale per una centrale nucleare, non è SISMICA, ma i cervelloni dell'ENEA mi devono spiegare come raffredderebbero i REATTORI, con le bottiglie di acqua FIUGGI?
 

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